I TUAREG IL MALI E L' ASSE IMPERIALISTA FRANCO-STATUNITENSE
Il popolo Tuareg. I famosi “uomini blu” che popolano il sahel dell' Africa, dopo la decolonizzazione e la divisione della Africa Occidentale Francese, si trovarono improvvisamente divisi fra nuovi Stati, il Sud Algerino, il Mali e il Niger.
Un destino particolare lo ebbero quelli integrati nella nuova Repubblica del Mali che, quasi un milione, vi costituiscono una comunità etnica molto rilevante.
Già nel 1957 i tuareg avevano spiegato alla Francia che non volevano essere integrati nel Mali e, a cose fatte nel 1963, 1990 e 2006 si ribellarono al Governo di Bamako.
Il Mnla (Movimento Nazionale per la Liberazione dello Ansavar) sorse allora per reclamare l' indipendenza delle regioni del Nord, Timbuctu, Gao e Kidali, a maggioranza tuareg.
Ma il Mali ha due fortune che si rilevarono disgrazie, il trovarsi in una posizione strategica, al crocevia degli Stati del Sahel e la ricchezza di minerali: petrolio e, in particolare uranio, sfruttati e rilevati in grossi giacimenti. Le riserve di uranio sarebbero di portata mondiale.
Tale ricchezza, contemporaneamente alla ultima rivolta Tuareg nell' anno in corso, ha però suscitato l' attenzione delle multinazionali francesi e statunitensi e i loro appetiti, anche per la presenza della Cina, che praticando condizioni favorevoli ai governi locali, indipendentemente dal loro colore politico, sta monopolizzando l' export di prodotti africani.
Quest' anno, in pochi mesi, approfittando della crisi interna nel Mali a seguito della caduta del I Ministro filo francese di Toumani Tourè a seguito di un colpo di stato militare, i Tuareg hanno conquistato quasi tutto il Nord del paese., sbaragliando le scarse presenze e la demotivazione dei militari governativi.
Gao, Kidali e Tumbuctu sono cadute in possesso del Mnla.
La situazione ha allarmato soprattutto Francia e Usa che, oltre allo sfruttamento minerario intendevano stabilire in questo paese delle basi militari.
La proclamazione unilaterale da parte dell' Mnla del nuovo stato l'Ansavar ha provocato una immediata reazione di Parigi.
Il Governo francese ha richiesto un intervento militare della CEDAO (Comunità Economica dell' Africa Occidentale) già favorevole a tale intervento, contrariamente alla UA (Unione Africana).
Inizialmente la diplomazia USA e il governo di Bamako si erano invece dichiarati contrari e favorevoli a trattative con il Mnl (escludendo la fazione jiadista).
Infatti negli ultimi mesi si era materializzata la presenza di miliziani di Ansar al Din (“Ausiliari della Religione”) e del Muja (Movimento per l' Unità e la Jiaid in Africa) sospettati di ricevere aiuti da “Al Qaida nel Magreb” .
I salafiti di Ansar al Din hanno preso possesso delle città già conquistate dallo Mnla, col quale ci sono stati duri contrasti, tra cui le principali, Gao, Kidali e Timbuctu.
L' ultimo fatto è stato il pretesto per di una mozione al Consiglio di Sicurezza della Francia per l' intervento militare della Cedeao, con appoggio logistico (eufemismo per armato) franco-statunitense.
Contro la mozione Russia e Cina non hanno opposto il veto, come fatto per la Siria, sospettando che a dirigere e fornire finanziamenti ai salafiti di Ansar al Din ci sarebbe la longa manus del Qatar intervenuto contro i Governi locali prima in Libia ed ora in Siria.
Un appoggio logistico (eufemismo per un intervento armato) sarà fornito da Francia e Usa.
Tale attacco potrà determinare un nuovo accordo Mnla Ansar el Din , superando i contrasti
esistenti
Mentre continua l' attacco imperialista nel Medio Oriente con l' aggressione alla Siria, in Africa con l' intervento prima in Liberia e Costa d' Avorio ed ora nel Mali si combattono i popoli che tali mire imperialiste cercano in qualche modo di ostacolare.
Sergio Guerrieri
Circolo Culturale Proletario
22 Ottobre 2012
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